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Allievi, Maestri e Vie (“Do”)
La mia
opinione riguardo le dispute che da sempre agitano il mondo delle arti
marziali. Dispute che sicuramente danneggiano la nostra immagine e non
fanno altro che creare confusione e cattiva informazione a spese dei nuovi
praticanti, sempre più disorientati da un eccesso di offerte improntate
sull’autoglorificazione.
A mio parere innanzitutto bisognerebbe
cercare di esaminare l’atteggiamento e la motivazione che spingono un
individuo ad intraprendere un’arte marziale. Infatti, attraverso le varie
fasi dello sviluppo , cambiano le motivazioni. Ad esempio, è chiaro che un
ragazzo di 15 anni andrà alla ricerca di un’arte marziale che gli consenta
di sentirsi più sicuro di sé, di essere in grado di competere con gli
altri. Un individuo adulto, probabilmente andrà alla ricerca di una via di
automiglioramento, perché non può non rendersi conto che la minaccia non
proviene necessariamente solo dagli altri, ma il più delle volte dal
proprio Ego, quindi la ricerca per lui sarà l’affrancarsi dal giudizio
altrui, perché consapevole che la libertà può essere conquistata solo
vincendo se stesso.Per ottenere ciò qualunque arte marziale, sarebbe
adatta anzi, direi che qualunque “arte” possa far raggiungere questo
scopo, (e se sono libero, sono “tranquillo”).
Tuttavia, bisogna fare
un distinguo tra arti marziali, che perseguono un cammino (“Do”) e gli
sport da combattimento, nei quali lo scopo principale è la vittoria
sull’altro. Il “Do”, infatti, indica un cammino di autoperfezionamento e
autoconoscenza, quindi libero dal desiderio di prevalere sull’altro,
desiderio che spesse volte porta ad atteggiamenti non leciti, ma mirati al
raggiungimento del fine, senza nessuno scrupolo per i mezzi
impiegati.
Io non credo che esista nessuna superiorità di questa o
quella via (“Do”)e non consiglierei di sperimentare più “vie”
contemporaneamente, perché è solo impegnandosi totalmente in un’arte che
ci si può avvicinare all’azione perfetta, la quale è ottenibile solo
attraverso la dedizione totale all’attività svolta, così da produrre
“abilità” e renderci gioiosi di fare.
Il più delle volte lo
sperimentare più “vie” contemporaneamente sorge da una certa insofferenza
verso il rispetto delle gerarchie e delle tradizioni. Insofferenza data
dalla erronea idea che essere “liberi” vuol dire non avere regole, mentre
noi sappiamo che l’uomo che non si sa imporre una disciplina, spesse volte
sarà schiavo di se stesso, dei suoi istinti e dei suoi automatismi, i
quali lo porteranno ad un’involuzione, perché preda dei sensi, che sono
limitati, ma altamente pervasivi e quindi lo costringeranno a reagire e
non ad agire.
Tuttavia, credo che dopo una completa e assidua pratica
di una sola disciplina, come complemento si possa sperimentare la pratica
di altre arti . In particolare, penso che possa esserci una utilità a
livello di esercizio psico-fisico, poiché la pratica produrrà
un’inevitabile ma allenante difficoltà, che sorge dall’acquisizione di
nuovi schemi psico-corporei. Relativamente alla tradizione penso vi sia
una naturale tendenza ad essere attratti dal “nuovo”, che non è
necessariamente da demonizzare, ma sicuramente non contiene il bagaglio
storico-culturale e le esperienze che fanno parte invece di ogni
tradizione consolidata.
Secondo il mio punto di vista il “nuovo” trova
spazio all’interno della tradizione purchè inserito come metodo
evolutivo,dando vita ad una tradizione che va di pari passo con le moderne
acquisizioni della tecnica e della scienza, inglobandone tutto ciò che può
essere utile al cammino (“Do”).Tutti i percorsi possono essere diversi
alla base della montagna, ma la vetta è una sola; personalmente, faccio
un’analogia tra la vita come un’orchestra e il karate-do come un possibile
strumento; sarebbe futile discutere e polemizzare su quale sia lo
strumento migliore, quando è chiaro che chi porta avanti il tutto è il
Direttore d’orchestra (cioè l’uomo). Per cio che mi concerne la “vetta”
del karate-do è il perseguimento della “tranquillità”. Il karate-do
insegna ad impiegare, in qualunque azione, intenzione e attenzione, a
vivere nel “qui e ora”, quando si è in un posto, in qualunque posto, lo si
è per davvero, si ha tempo, quindi si può stare “tranquilli”. (non è forse
questo lo scopo di ogni arte… ? )
Giuseppe Mirabella
Lettera alle 'Iene'
Qui di seguito pubblico una mia lettera inviata alla redazione del programma televisivo “Le Iene”.
La pubblico con la speranza che possa essere uno stimolo ad una fruizione consapevole e a non subire supinamente, ma ad intervenire ogni qual volta si è spettatori di simili messaggi veicolati
con il solo scopo di intrattenere, anziché istruire ed educare.
Spett.le IENE, mi chiamo Giuseppe Mirabella e attualmente frequento l'ultimo anno della facoltà di Scienze e tecniche psicologiche di Enna. Innanzitutto voglio farvi i miei più sentiti complimenti per la puntata di ieri 24 Aprile 2006, in particolare mi riferisco al servizio sulla pedofilia,( di quello "squallido personaggio" di Verona), pedofilo ,ma a mio parere non malato dove la parola malattia potrebbe essere usata per deresponsabilizzare il soggetto, il quale dal suo modo di narrare le sue “schifose gesta” dava la sensazione di non rendersi conto del danno arrecato alle sue piccole vittime indifese, quindi imperdonabilmente inconsapevole ma assolutamente colpevole dello scempio compiuto e perpetuato per anni. Dopo i meritati complimenti per aver aiutato le autorità ad effettuare l'arresto, permettetemi di farvi una critica, a mio avviso costruttiva.
Secondo me sarebbe stato eccezionalmente utile contrapporre alle dichiarazioni del pedofilo, l'intervento di professionisti, i quali avrebbero esplicitato gli irrimediabili traumi esistenziali arrecati alle piccole vittime, questi interventi sarebbero stati utili per istruire ed educare ( non è forse questa una delle missioni più importanti della tv?), così da sensibilizzare e magari consapevolizzare, (fosse uno solo ), chi è attratto da questo tipo di aberrazioni sessuali.
Spero che rientri nelle vostre possibilità e nel vostro interesse valutare questa mia proposta.
Con la speranza di veder realizzare ,magari nelle prossime puntate questo mio suggerimento.
Fiducioso vi ringrazio anticipatamente.
Giuseppe Mirabella
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